Mar
22
La cellulite ha le settimane contate
22 Marzo 2012 | Tagged anticellulite, bema cosmetici, dimagrante, drenante | 2 Commenti
Evvai ragazze… non ci posso credere. Finalmente l’ho trovato. In 4 settimane meno due centimetri di circonferenza. E se non funziona questo allora ci rinuncio
Finalmente la bella stagione. I pesanti cappotti tornano nell’armadio mentre magliettine leggere, gonne corte e jeans attillati fanno festa a un fisico asciutto e tonico. Ma se, ahime, il lungo inverno ha accentuato le nostre curve e il freddo ci ha impigriti per troppi pomeriggi sul divano con la consolazione di biscotti e cioccolate calde? Ecco allora la corsa all’abbonamento in palestra, i duri sacrifici a tavola, la giornaliera battaglia con la bilancia, e la ricerca spasmodica di prodotti cosmetici che ci permettano di presentarci al meglio.
Ma da oggi la ricerca e professionalità di BEMA Cosmetici mettono a disposizione CELL-PROGRAM della linea Bema biobody: un prodotto tutto naturale e bio per combattere gli inestetismi della cellulite. E’ un trattamento efficace e dagli ottimi risultati come quelli ottenuti nei migliori centri estetici, ma da applicare a casa con estrema comodità e semplicità. Con tre semplici gesti possiamo in 2 settimane rendere la nostra pelle più tonica, elastica, levigata ed estremamente idratata. I numeri, emersi da test e valutazioni certificati dall’ Università di Ferrara, parlano da soli:
dopo 15 giorni si ottiene una riduzione della circonferenza fino a 2cm con un aumento massimo dell’idratazione di quasi il 98%; la ritenzione idrica scende del 66.6% mentre il rassodamento della cute sale del 19.55%.
Nella confezione trovate una fiala da applicare sulle parti interessate: che grazie ad un effetto termico svolge un’azione stimolante e decongestionante. Dopo alcuni minuti si applicherà il fango che permette un equilibrio drenante, che rassoda e tonifica grazie al’attivazione di una microcircolazione cutanea per circa una mezz’oretta. Infine,
dopo una bella doccia, l’applicazione della crema drenante e rimineralizzante assorbirà i liquidi in eccesso.
Tre semplici gesti per poter affrontare la “prova costume” senza ansie, il tutto grazie alla ricerca Bema cosmetici, da sempre attenta alla bellezza della donna con prodotti certificati bio.Bema Cosmetici, da più di quarant’anni, produce cosmetici di qualità, ricercando le soluzioni migliori per il nostro corpo. Negli anni ‘80, Bema Cosmetici sceglie la strada dei prodotti naturali e biologici, decidendo, con coraggio, di eliminare dai suoi prodotti tutti i componenti allergizzanti e inquinanti. La fitocosmetica e lo studio continuo delle piante hanno portato Bema Cosmetici ad ottenere soluzioni assolutamente naturali, senza rischi per la nostra pelle. Certificata ICEA, Bema Cosmetici garantisce prodotti bio certificati, senza coloranti; senza tensioattivi aggressivi, SLS e SLES; dermatologicamente testati; microbiologicamente controllati; sicuri nei test per nichel, cromo e cobalto; senza l’utilizzo di OGM e solventi polari quali alcool e glicoli; escludendo qualsiasi test sugli animali. Un’azienda che guarda al futuro e punta al nostro benessere e a quello del pianeta.
Dic
7
@sarofiorello monopolizza le prime ore del mattino e non solo
7 Dicembre 2011 | Tagged @sarofiorello, anteprima giornali, fiorello, rassegna stampa, salvo sottile, twitter | 5 Commenti
Non se ne può più. Una settimana fa sia Repubblica che Il Giornale (così non mi si dice che sono di parte) facevano titoli su Twitter e su quanto sia popolare in Italia questo IstantSocialNetwor. Se ne sono accorti solo ora, perché Fiorello ha deciso di iniziare ad usarlo. Ed essendo Fiorello un uomo con mille risorse e una mente velocissima, ha saputo usarlo nel modo migliore. Che fosse un personaggio popolare si sapeva, che fosse simpatico e divertente anche, che non sia stupido ma dotato di un’intelligenza superiore a molti lo sapevamo (forse) ma lo ha dimostrato, anche se poi cade invitando un Benigni scarso.
Signori, Twitter esiste da quando esiste Facebook e Twitter lo usiamo, noi italiani medi e non televisivi, da anni. Io almeno da quando uso Facebook (2008 per capirci). Possibile che ci voleva Fiorello che, in barba a tutti i grandi pensatori televisivi, riesce a farvi capire che in Italia le favole non ce le riescono più a raccontare?
Lui si alza presto presto, scende in edicola sotto casa e già che c’è fa vedere cosa fa a tutti quanti. Quale modo migliore di acquisire ascolti per la trasmissione e popolarità in genere? Come mai nessuno ci era arrivato prima? In ogni caso se avete la sfortuna di alzarvi presto, come me che alle 6:36 ho già scritto questo pezzo, e di usare Twitter avrete modo di verificare di persona che le sue foto e i suoi video degli amici dell’edicola e del bar spopolano. Un suo video postato li viene visualizzato 173 volte in 5 minuti (controllato poco fa).
Sarà che io mi diverto a vedere come gli italiani riescono a farsi abbindolare da queste cose, sarà che Fiorello risponde sempre e solo ai soliti noti e snobba chi invece gli pone domande più o meno serie, giocando e fingendo di essere a disposizione di tutti, in realtà lo è solo per quegli amici che conosce. Che in genere, a parte l’edicolante e il barista e quei pochi che sono sempre lì, sono personaggi “famosi”, televisivi e sempre pronti alla risposta. Che si siano organizzati? Perchè io che i profili dei giornalisti li ho quasi tutti agganciati su Twitter, non mi ricordo mica @salvosottile che commenta le notizie di cronaca nera alle 6 del mattino…
O forse sono diventata anti “tutto quello che vogliono farci credere”? Forse. Forse tutto ha perso quella genuinità che era tanto bella, di quando ti alzavi, tu anonimo @anonimo e andavi in edicola a fare tu la rassegna stampa e anche se ti filavano in pochi eri vero. Ora invece anche questa cosa diventa monopolio @sarofiorello e tutti ad elogiarlo. Italiani, si intende.
Dic
6
Quando i “comici” si fermano sul niente
6 Dicembre 2011 | Tagged benigni, berlusconi, fiorello, monti | Lascia un commento
Ieri sera ero a una riunione quando andava in onda il “grande” Benigni, sul palco di Fiorello. Che già mi chiedo cosa abbia di tanto fantastico questo programma. In ogni caso, seguivo, di straforo, i commenti via Twitter (grande invenzione dopo Facebook che in Italia si sta scoprendo solo ora, sempre grazia a Fiorello… mah) relativi alla performance del comico toscano. E non mi parevano poi questi commenti “adulatori” che in genere Roberto Benigni è abituato a vedere passare quando apre la bocca. Sarà che ha giocato ancora su cose vecchie, sarà che forse abbiamo scoperto il suo “tallone di Achille”.
In effetti, pensandoci, da quando Benigni è così bravo come comico? Diciamo… una quindicina di anni? Prima faceva film, anche molto belli. Poi, quasi all’improvviso, una battuta su quello che era il capo del Governo. Cosa che facevano tutti, o quasi, ma lui era Benigni, quindi aveva più credibilità. Era il premio Oscar, l’attore ammirato in tutto il mondo per la sua formidabile recitazione de “La Divina Commedia”. A lui era concesso baciare in bocca Pippo Baudo e quindi era LUI.
Ieri sera però LUI non c’era. Anzi, forse non c’è mai stato, ma ce ne siamo accorti solo ieri sera. Caduto il capo del Governo che tanto dava da mangiare a tutti i comici del Paese, ora si salva solo chi sa andare avanti. E Benigni non è capace. Forse per contratto. Lo vedete Benigni che parla male di Monti? Vi potete immaginare un Benigni che sino a ieri era dichiaratamente di sinistra e contro Berlusconi che critica in modo ironico il nuovo Primo Ministro? Impossibile. Ha troppa paura di essere considerato “voltafaccia”, un po’ come la De Gregorio che con le sue dichiarazioni sui vertici del PD ora sta pelando le sue patate bollenti in cerca di una nuova collocazione.
No, Benigni non è Croza e non è in grado di “andare avanti”. E’ preparatissimo in tutto quello che riguarda la letteratura e la cultura teatrale, cinematografica. Ma non ha alcuna capacità comica reale. Facile sparare sulla Croce Rossa, riciclare in qualche modo cose già dette e già fatte da altri. Difficile trovare il nuovo, scoprire il gusto di qualcosa che ancora non è stata detta e che potrebbe essere una bomba. Croza lo fa, ogni giorno, senza fatica e senza problema. Da vero uomo di comicità gioca di destra e di manca senza problemi, usa la spada in modo eccellente sia quando colpisce la maggioranza (qualunque essa sia) sia quando colpisce l’opposizione. E non si fa timore a parlare contro a chi fino a ieri era invece visto come un “buono”. Perché la vera satira non guarda la fazione politica, guarda i fatti e Benigni non ha questa capacità di essere sopra le parti. Lui è uomo di sinistra e se Monti domani dovesse dirci (come sta facendo) di buttarci tutti nudi nel Vesuvio in eruzione, beh lui lo farebbe senza pensarci.
Noi no. Il popolo di Twitter, come quello di Facebook, sta aprendo gli occhi e un po’ per volta anche l’indottrinamento pseudo politico giocato sui palchi di spettacoli più o meno famosi, per farci andare meglio la supposta che invece ci sta scomoda, cadrà e allora non ci saranno ne Berlusconi ne Benigni che tengano.
Dic
5
A volte il mondo dei morti si mescola con quello dei vivi
5 Dicembre 2011 | Tagged il mistero di rockford, rebecca hall | 1 Commento
Era una frase di un famoso film, The Others. Eppure si adatta benissimo anche al film “Il Mistero di Rockford”, che ho scelto quasi a caso dalla programmazione del cinema. Complice uno sconto che non mi aspettavo di poter avere, ieri sera infatti, dopo una domenica passata a lavorare, io e mio figlio di 15 anni, abbiamo deciso di finire la giornata in una sala del cinema vicino casa. Un multisala di quelli che quando entri ti viene mal di testa, per rumore, luci, ombre, gente che strilla, bambini che piangono. E sei li, che arrivi alle casse sperando di trovare qualcosa di interessante da vedere, qualcosa che ti invogli a vedere un film invece che un altro, e ti ritrovi con i monitor spenti, che nemmeno sai se ci sarà posto in sala, e ti ritrovi a scegliere quasi a caso. Dico quasi, perché la trama del film prometteva bene. Una storia attorcigliata con protagonista una donna “scettica dei fantasmi” che passa le giornate della sua giovane vita a dare la caccia agli impostori che, dopo la guerra, cercano di spillare soldi alle persone che hanno perso dei famigliari.
La trama c’è. Bella e che ti tiene li, incollata alla poltrona, e che qualche volta riesce anche a farti fare un saltino, non tanto per lo spavento, che di spaventoso non c’è praticamente nulla, quanto per la sorpresa.
Forse un po’ lento all’inizio, riesce a prendere però ritmo e a stupire con espedienti che arricchiscono la trama, togliendo la possibilità di dire che sia un remake di film già visti.
Le luci sono fantastiche, il gioco di chiaro scuro bellissimo, le ombre magistralmente create, rendono pieno omaggio alle musiche, anche quelle da comprare e mettere su iPod.
Il Mistero di Rockford è l’opera prima del regista Nick Purphy quindi se trovate qualche pecca non vi lamentate. Noi in Italia di registi così non ne abbiamo. Non cade nel banale nemmeno raccontando di fantasmi e storie di sensitivi. Ti lascia in sospeso sino alla fine, non ti svela nulla, e solo occhi molto attenti, e ben allenati a questo genere di film, notano alcuni particolari che permettono di capire meglio la trama o di svelare in qualche modo il finale.
Da notare l’interpretazione della protagonista femminile, Rebecca Hall, bravissima come sempre, ma anche quella di Isaac Hempstead-Wright, il bambino che gioca un ruolo da protagonista, anche se ce ne rendiamo conto solo alla fine, insieme a Domenic West, sempre bellissimo (almeno per me).
Insomma, non andate a vederlo temendo di rimanere spaventati perché c’è poco di cui aver paura, preparatevi un fazzoletto per le lacrime (io l’ho usato quando il bimbo bacia sulla fronte la protagonista in un momento di tenerezza, per me, infinita) e cercate di non tenere in mano pop corn o cocacola nella seconda parte del film, che qualche colpetto potreste sentirlo.
Dic
4
Un pomeriggio con Vito Mancuso
4 Dicembre 2011 | Tagged il giardino delle idee, IO E DIO - Una guida dei perplessi, Roberto Fiorini, vito mancuso | Lascia un commento
“I’ve got my mind set on you” … questa la prima frase che mi viene in mente quando penso a cosa raccontarvi dell’incontro avuto ieri con Vito Mancuso. Un uomo, prima che un teologo, che riesce a raccontare in modo quasi semplice (non semplicissimo, ma vista la portata del tema trattato credo sia comprensibile). In realtà mi aspettavo qualcosa di diverso, qualcosa di un pochino meno pesante, ma alla fine il messaggio è arrivato. Ho passato un pomeriggio parlando di Dio, di religione e di tutto quello che intorno a questo argomento ruota.
Abbiamo chiacchierato di religione, del ruolo che questa dovrebbe avere , e che invece non ha, nella vita comune. Del fatto che forse (sicuramente ndr) la Chiesa dovrebbe cominciare a guardare un po’ meno alle sue apparenze e scendere un po’ di più in mezzo agli uomini, e provare una vita più normale, più vicina agli insegnamenti “base” di quella religione di cui si fa portatrice. La Chiesa, e la religione, non sono state in grado, secondo Mancuso, “di seguire l’evoluzione de “lo spirito del mondo” seguendo più se stessa, amando più il potere e i dogmi stabiliti, funzionali all’esercizio del potere, che il mondo e la vita del mondo”.
E mi “fa strano” che mentre scrivo di religione cattolica e di Chiesa, le uniche canzoni che mi conciliano la scrittura e me la facilitano sono quelle di George Harrison, scritte quando si è innamorato della religione induista.
“My Sweet Lord” un’acclamazione a un Dio che, come scrive Mancuso nel suo libro, non è un “nome proprio” ma qualcosa di più grande. Una concezione, quella personalistica di Dio, che ci viene inculcata fin da piccoli e che invece, scrive sempre Mancuso nel suo libro “è l’errore più comune, e che impedisce di comprendere l’effettiva realtà in gioco”.
Durante la presentazione del suo libro, IO E DIO – Una guida dei perplessi, ad Arezzo per Il Giardino delle Idee, davanti a tantissime persone che hanno prenotato con largo anticipo per potersi sedere, Vito Mancuso ha parlato di tante cose, alcune veramente “toste” che riassumerle diventa quasi impossibile. Vi rimando alla lettura del suo libro (che io ho letto) ma soprattutto vi consiglio di leggere il prologo. Una parte in genere snobbata nei libri dai lettori, che invece in questo preciso caso merita davvero un’attenzione particolare.
E’ li infatti che ritrovate il Vito Mancuso uomo, e non teologo, il Vito Mancuso dei dubbi e delle perplessità che lo hanno poi portato a scrivere questo “manuale”. Un Vito Mancuso che parla si come un prete (almeno questa la mia impressione) e che riesce anche a far appisolare un paio di persone, ma che alla fine, a cena, quando si era in pochi e si era meno “sotto il riflettore” si lascia andare e ride e scherza e pare quasi “una persona normale”.
Ah, per i curiosi che me lo avevano chiesto. SI, Vito Mancuso legge la Bibbia, così come i Vangeli, esattamente come noi Induisti leggiamo la Baghavad Gita. Ogni tanto qualche pagina. In genere rilegge un Libro per volta.
Dic
1
Banca??? CheBanca… (e non è per fare pubblicità)
1 Dicembre 2011 | Tagged che banca, chebanca, conto corrente, conto deposito | 2 Commenti
Immaginate di entrare in un posto, di essere accolti da una signorina gentilissima che vi fa accomodare in un salottino. Cinque poltrone, un tavolino, giornali di ogni tipo (destra e sinistra) e riviste mensili (non settimanali di gossip) a disposizione. Macchinetta del caffè. Colori vivaci, che fanno sorridere, giallo, bianco, arancio.
Immaginate di aspettare lì solo pochi minuti, nemmeno il tempo di mandare un sms di stupore a vostro figlio che nel frattempo è a scuola e, con tutta probabilità si annoia.
Vi chiama un ragazzo giovane, che avrà poco più degli anni di vostro figlio (che fa la V° ginnasio) e vi fa accomodare.
Immaginate che non ci siano scrivanie, ma semplici divanetti dove vi accomodate uno a fianco dell’altro, divanetti dove senza fatica si può raccontare tutto e parlare con calma di ogni cosa. Un monitor, una tastiera e sulla parete delle stampanti.
Immaginate di dover mostrare solo un documento e di vedere in pochi minuti l’IBAN del vostro nuovo conto corrente su un pezzo di carta e di poterlo usare da subito.
Beh signori, se non riuscite a immaginare una cosa simile non siete mai stati in una filiale “chebanca”. E non lo dico per pubblicità. L’esperienza di ieri è stata mistica. Non ricordo il nome del ragazzo che mi ha “seguita” in questa operazione, ma mi auguro che gli operatori siano tutti così.
Nov
29
Giordano Bruno… chi lo conosce???
29 Novembre 2011 | Tagged arezzo, Giordano Bruno, liberaperta | 11 Commenti
Ecco, allora senza vergogna… Se due giorni fa mi avessero fatto qualche domanda su Giordano Bruno forse avrei avuto qualche problema a rispondere. Magari avrei bypassato la domanda, rimandato ad altro tempo la risposta e nel frattempo avrei letto qualche noiosa biografia su wikipedia, giusto per capire chi era.
Ieri sera invece ho avuto modo di vedere un film realizzato quando ancora io non ero nemmeno prevista in questo mondo. Giordano Bruno di Giuliano Montaldo, 1973. Al di là di chi dice che sia un film “pesante”, con uno stile “vecchio” e “noioso” io credo che non ci sarebbe stato per me modo migliore di capire la figura di Giordano Bruno.
Confesso che ero tentata di restare a casa ieri sera. Ad Arezzo c’era una bella umidità e uscire alle 21 sapendo di tornare non prima delle 24 non era una cosa allettante. Ma ero curiosa. Mi mancava quel tassello. Mi mancava di capire qualcosa su quel personaggio storico che nelle scuole non viene mai nemmeno citato. Eppure esistono vie e monumenti in tutta Italia con quel nome, vorrà ben dire qualcosa.
Abbiamo, nei programmi dei licei, pezzi di “studio” da antiquario. Chi mi sa spiegare a cosa serve sapere a memoria il carattere specifico di Don Abbondio o la differenza tra Renzo e Don Rodrigo nel 2011? Sarebbe forse meglio dare modo ai nostri futuri leader, perchè di questo si tratta, di formarsi con una mentalità aperta. Aperta al nuovo, aperta alle sfide, aperta a quello che non conoscono. I Promessi Sposi, capolavoro di Alessandro Manzoni, ma non il suo unico capolavoro, potrebbe essere si una lettura consigliata (forse) ma potrebbe essere semplicemente una scheda nel manuale di letteratura, come capita per Ungaretti (in V ginnasio 5 pagine) o per Leopardi (in V ginnasio 6 pagine). Le idee e i concetti che hanno portato a bruciare sul rogo Giordano Bruno invece riguardano la base di uno Stato che si vuole dichiarare “libero”. Uno Stato che ha a cuore i suoi cittadini dovrebbe dare modo di leggere quanto un filosofo ha scritto e permettere a tutti di farsi un’idea propria.
Mi viene in mente una frase letta di recente nel libro di Vito Mancuso “IO E DIO”, dove scrive che la religione cristiana si può definire tale perchè ha prodotto cultura, mentre le altre non lo hanno fatto. Mi chiedo (e sabato 3 dicembre chiederò direttamente al prof. Mancuso): davvero aver voluto bruciare sul rogo un filosofo come Giordano Bruno e aver fatto bruciare i suoi scritti ha prodotto cultura? Davvero aver cancellato dall’istruzione pubblica alcune parti importanti della storia del pensiero filosofico ha prodotto cultura?
Sarò bigotta, ma mi pare e credo che produrre cultura non sia cancellare parti di storia “scomoda”, ma sia riconoscerla, accettarla e fare ammenda per il futuro.
Chi di voi sa chi è Giordano Bruno? Quanti Giordano Bruno sono stati “bruciati” (realmente all’epoca dell’Inquisizione o virtualmente ora, imbavagliati e messi a tacere) perché scomodi?
Grazie all’associazione Liberaperta di Arezzo che ieri sera mi ha permesso di conoscere un personaggio importante, di prendere atto di una consapevolezza diversa, di capire che la differenza tra ciò che riteniamo giusto dovrebbe essere fatto e ciò che viene fatto è legata esclusivamente a quanto crediamo in quel che riteniamo giusto.
Nov
26
Quando tutto cambia
26 Novembre 2011 | | Lascia un commento
Seduta al tavolo, una delle ultime volte in questa casa. Tazza di the bollente in mano “The Boss” comprata con Dejan lo scorso dicembre a Roma in piazza Navona. Rivedo ogni istante. Dal primo momento. Da quando sono venuta in questo paese la prima volta, con una persona per trovarne un’altra. Le foto in bianco e nero, ritrovate guarda caso ieri mentre iniziavo a sistemare la mia roba da portare via.
Ogni anno c’è sempre uno STOP. Ogni hanno è uno STOP. E ogni anno le cose devono cambiare affinchè si possa crescere e migliorare. Sono rimasta qui per due anni e mezzo, in questa casa. Coabitando con una presenza che ancora oggi non ho ben capito chi sia, ma tanto ormai non importa. Mia figlia Andrea Chandra è qui che è cresciuta e qui continuerà a crescere per ora. Per questo posto ho lasciato tante cose, alcune persone.
Per l’ennesima volta mi ritrovo a spostarmi. Non che la cosa mi dia fastidio. Io non sarò mai una stanziale. Magari appena ho soldi compro un camper e mi ci trasferisco… si può prendere residenza in un camper in Italia? Mi sa di no… va bhe vado a prenderla all’estero va. E non perchè la politica italiana mi faccia schifo (che è vero ma ormai ci sono abituata). Andrei all’estero per respirare aria nuova. Aria diversa. Per imparare qualcosa di nuovo, rinfrescare una lingua che non uso da tempo (inglese, francese ma anche tedesco perchè no). Potrei fare qualunque lavoro, mica sono schizzinosa.
Va bhe.. riflessione che non vi interessa. Ma che dovevo scrivere da qualche parte. Vi pare?
Nov
14
Di giornali, Berlusconi e la sinistra
14 Novembre 2011 | Tagged berlusconi, casta, destra, governo, monti, sinistra | Lascia un commento
Berlusconi non c’è più eppure oggi è lunedì. Come che c’entra?? pareva che ogni cosa succedesse da un po’ di tempo a questa parte fosse colpa sua, compreso il fatto che il lunedi si andava a lavorare. Per chi il lavoro lo ha si intende. Ora invece non si può più dare la colpa a lui, almeno non direttamente. Ora lo si fa indirettamente. Anche se i giornali ora sono meno interessanti. Sono tutti allineati alla direzione del tg1 ma nessuno lo dice… Si parla di speleologia (Ansa), di “anziani che precipitano con il paracadute” (sulla Stampa), di scout (La Repubblica) …. e nessuno si lamenta. Ora si sta a guardare che cosa Monti sarà in grado di fare. Certo che vedere la sinistra che festeggia un banchiere alla guida del Governo lascia perplessi. Fa “specie” vedere come sono tutti contenti ora… Nessuno che si lamenta più di quando sia a buon mercato il ristorante del Senato, nessuno che dica più che la casta dei politici deve ridursi lo stipendio… fossi in Monti partirei da li, che dite? Cominci a ritoccare gli stipendi dei parlamentari e poi facesse pure a meno di usare vasellina con gli italiani, ma almeno dimostrasse che si mettono anche loro mano alle tasche. Ma sicuramente non lo farà e nessuno avrà da obiettare. Le stesse critiche che erano per la casta di destra e di Berlusconi non saranno valide per quelli di Monti e di sinistra. Italia, costruita su un popolo che finge di saper decidere ma lascia che a decidere siano i titoli dei giornali, che se ben lavorati spostano masse di idioti che manco il pifferaio magico con i topi… Vediamo ora che succede. Ma sicuramente non vi aspettate il miracolo dell’immondizia di Napoli, che non è sparita dalla città ma solo dai titoli dei giornali.
Nov
8
Caliel: io sono più forte di ciò che gli altri vedono
8 Novembre 2011 | | Lascia un commento
I protetti di quest’angelo si sentono, fin da adolescenti, individui assolutamente
speciali, sono lontanissimi dall’idea di vantarsene: il loro animo è fondamentalmente
gentile, dolce, addirittura mite, non c’è nulla che dia loro tanto piacere quanto
l’aiutare persone in difficoltà. Hanno anche un irreprimibile senso di giustizia, che si
esprime in una gran voglia di sfidare le persone malvagie o false; qualsiasi loro atto o
pensiero che contrasti con la loro coscienza li manda in crisi, li annienta. Devono
davvero spiccare il volo ogni tanto in tutti i settori della loro vita e non è raro perciò
che accumulino numerose professioni nel loro curriculum. Brillanti e sempre
originali, persuasivi, combattivi e al tempo stesso affascinanti non è difficile per loro
raggiungere il successo appena riescono a darsi obbiettivi precisi. Sul piano
professionale il loro rischio principale è che i loro ideali di altruismo e di giustizia si
appannino e quindi l’anticonformismo, il candore possono produrre, sommandosi
miscele esplosive incontrollabili; così diventano avventurieri insensati e
inconcludenti, come se per loro più nulla al mondo valesse la pena, o cinici
accumulatori di comportamenti più o meno scandalosi. Il secondo Angelo – Trono
amministra le energie di Saturno. E’ il rivelatore della Verità e grazie ai suoi protetti
la Verità potrà apparire, ossia, sarà messa in scena, mostrata in modo incontestabile.
La Verità sempre fonte di elevazione, illumina lo spazio, ben oltre i confini della
scena. L’individuo potrà manifestarsi là dove la Verità sarà necessaria; non illustrerà
dottrine, teorie, principi morali, ma solo le prove materiali della Verità.
Prove scientifiche o aneddotiche; prove tecniche o creatrici di evidenze interiori. Con l’aiuto
di quest’Angelo l’individuo potrà far valere punti di vista incontestabili che verranno
accettati. L’Angelo – Trono CALIEL è il più diretto collaboratore dell’Arcangelo
BINAEL. Egli, con mano da maestro dirige i valori di edificazione del Mondo
Materiale, che costituiscono la sua specialità. La persona realizzerà i suoi progetti
senza alcun arbitrio e senza fioriture inutili. La persona recherà un forte impronta al
suo ambiente professionale. L’angelo CALIEL dice che tu sei il messaggero della sua
giustizia, che attraverso la rettitudine sopporterai le altrui avversità immedesimandoti
nel loro dolore; farai riconoscere il Falso dal Vero e farai in modo che la purezza
dell’innocenza sia preservata. La giustizia ed l’equità dovranno avere la priorità nella
tua vita .Tu sei il messaggero della mia giustizia.
Caratteristiche:
Angelo del Giorno: 7 aprile, 21 giugno, 4 settembre, 15 novembre, 26 gennaio
Elemento: Aria
Erbe: acacia
Colore : giallo chiaro/verde chiaro
Pietra: amazzonite
PREGHIERA a CALIEL
CALIEL: Fa in modo, Signore
che la mia intelligenza sia sempre
al servizio delle cause giuste.
Liberami dalla tentazione di usare
Il mio ingegno in un vano sfoggio
delle mie facoltà.
Quando i Tuoi poteri mi faranno
superare me stesso, resta con me
ad ispirarmi prudenza.
Fa si che la mia logica sia la Tua Logica,
e che il mio interesse per gli altri
sia motivo d’Amore che Tu offri
a tutti quelli che hanno bisogno di Te.
Angelo CALIEL, fammi capire
Il mondo dei fuorilegge e,
se dovrò giudicarli, non separare mai
da me la Bontà Eterna.






